Una Quaresima Alternativa

La domenica non essendoci la celebrazione della s. Messa si invita a seguire quelle trasmesse sui canali televisivi

 8.30 TV 2000

10.00 Rete4

10.30 BG Tv (celebra il vescovo Francesco)

10.55 Rai 1

Siamo inoltre invitati alla preghiera personale nelle nostre famiglie ma anche alla preghiera in Chiesa Parrocchiale

QUARESIMA ALTERNATIVA

Presi tutti in contropiede. Ben predisposta nei suoi vari aspetti, con incontri di preghiera, di formazione, di devozione secondo consolidata e antica tradizione, la Quaresima ha dovuto cedere il passo alle doverose precauzioni poste in atto dalle autorità civili, visto il diffondersi anche da noi del virus che ha messo anche in panico la gente. Ma molto di più! Sospese tutte le celebrazioni, le attività di ogni genere anche in campo ecclesiastico. Forse non era mai successo che per un periodo e in tutta una regione non si celebrassero neppure le s. messe: chiese aperte alla preghiera personale, ma interdette a qualsiasi tipo di assemblea. Oratori chiusi ad ogni presenza e iniziativa. Centri pastorali sbarrati con sospensione di ogni incontro per gruppi e associazioni. Un deserto assordante, un silenzio impressionante. Un digiuno forzato. E pensare che è proprio la Quaresima che mette in campo deserto, silenzio e digiuno tra i motivi significativi del periodo liturgico; ma non si sarebbe mai pensato a una tale modalità, imposta e dai contorni ben lontani da motivazioni spirituali.

Forse non era mai successo che per un periodo e in tutta una regione non si celebrassero neppure le s. messe: chiese aperte alla preghiera personale, ma interdette a qualsiasi tipo di assemblea. Oratori chiusi ad ogni presenza e iniziativa. Centri pastorali sbarrati con sospensione di ogni incontro per gruppi e associazioni. Un deserto assordante, un silenzio impressionante. Un digiuno forzato. E pensare che è proprio la Quaresima che mette in campo deserto, silenzio e digiuno tra i motivi significativi del periodo liturgico; ma non si sarebbe mai pensato a una tale modalità, imposta e dai contorni ben lontani da motivazioni spirituali.

A volte però le situazioni nuove possono prestarsi a opportuni ripensamenti, a indotte rivisitazioni di abitudini che rischiano anche di cristallizzarsi, al punto da non avere più peso nella vita degli stessi credenti e quindi da non raccogliere neppure grande adesione. La difficoltà e gli intoppi possono allora rivelarsi anche una opportunità. Per almeno due motivi. Il primo segue la proverbiale espressione: si impara a dare il giusto valore al pane quando scarseggia o addirittura viene e a mancare. Chissà che anche lo spirito di tanti, pur assopito in un mondo dedito a ben altro che alla spiritualità e alla fede, non abbia un soprassalto di fronte a un digiuno imposto e quindi a modo suo interpellante le profonde , e quindi mai morte del tutto, esigenze interiori della persona. Il secondo motivo chiama in causa la Chiesa e le singole comunità cristiane. Con l’opportunità stavolta di ribaltare, o almeno ripensare, riproponendole in modo altro, le tradizionali proposte pastorali che si sono usurate con il tempo. Mettendo in atto, sempre all’interno dei motivi forti che caratterizzano il sentiero quaresimale verso la Pasqua,  proposte in sintonia con un linguaggio consono ai tempi. Con l’uso di tecnologie ormai alla portata di tutti e stavolta usate con scopi alti, oltre il banale o il nocivo. E con segni semplici, ben visibili ed efficaci e  parlanti anche ai più disattenti, in un tempo che comunque chiama a riflessione e severità nelle abitudini familiari e sociali. Come a dire: a volte quello che non si è fatto per convinzione si è chiamati, o addirittura costretti, a farlo per forza. Una forza che potrebbe orientare alla convinzione, se raccolta con animo aperto.

Un ulteriore, non secondario, aspetto che emerge da questa situazione, è la chiamata a chinare il capo sulla fragilità che intesse la vita e la storia umana. In tempi in cui l’uomo rischia di ergersi a superuomo, nella supponenza scientifica e tecnologica, si scopre non solo fragile, ma pure impotente: la realtà converte a una umiltà con dei segnali inequivocabili che ridimensionano. Segnali che la natura stessa evidenzia e fa esplodere, spesso in modo drammatico, a dire che il mondo è stupendo e nel contempo posto su un fondamento precario e quelli che disgraziatamente l’uomo stesso mette in campo, a peggiorare, con la sua insensatezza nei riguardi della vita, delle relazioni e dell’ambiente. La chiamata a un bagno di umiltà che apre a Dio con sguardo alla Provvidenza da invocare e al dono di Salvezza da accogliere, e agli altri per una sintonia che fa sentire tutti sulla stessa barca, in cerca del porto sicuro tra le onde e le tempeste che tutti e in vari modi fa trepidare nella traversata della vita.

Anche questa è Quaresima. Alternativa, ma neanche più di tanto, come si diceva. Perché quelli evidenziati in altro modo e su sollecitazione degli eventi, sono poi i motivi che fanno seria una quaresima vera, non solo raccontata o affidata a pochezze tenute in conto, senza troppa convinzione, da una tradizione spesso divenuta essa stessa fragile. Chissà che il dramma produca ripensamento anche nel campo della fede e della vita cristiana. Nel campo della ricerca di quello che alla fin fine giova alla vita e alla vera pace. Senza tornare a proclami di paure e di castighi, assolutamente fuori luogo, ma raccogliendo provocazioni che fanno riflettere e inducono anche a prendere sul serio Dio, la sua Parola e il suo Progetto di vita come è compendiato nel Vangelo, codice di vera umanità.

                                                                                                      don Leone, parroco  

Disposizioni per i prossimi giorni

❌TUTTE LE ATTIVITÀ IN PARROCCHIA E IN ORATORIO SONO SOSPESE❌

Seguiamo le indicazioni e le linee imposte dalle autorità anche secondo quanto comunicato dalla Diocesi di Bergamo.
Con il rinnovato e vivo invito a non allarmarsi: si tratta di provvedimenti preventivi e precauzionali.

https://diocesibg.it/coronavirus-prime-indicazioni-alle-parrocchie/

Sospensione sfilata di carnevale

❌ LA FESTA E LA SFILATA DI CARNEVALE DI OGGI, DOMENICA 23/2, SONO ANNULLATE ❌

A fronte del decreto governativo e in accordo con l’amministrazione comunale, la festa e la sfilata di carnevale sono annullate, per via totalmente precauzionale.
Ci uniamo all’appello del Sindaco di non creare inutili allarmismi trattandosi di un’emergenza sanitaria che ad oggi non riguarda direttamente i nostri territori.

Riportiamo sotto, il comunicato ufficiale del Sindaco Luca Macario.

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SOSPENSIONE SFILATE DI CARNEVALE
Avviso del 23.02.2020 ore 10.00

Si comunica che in accordo con i comuni della media valle Seriana le sfilate di Carnevale previste tra oggi e martedì sono sospese.
A fronte del decreto governativo e dell’interruzione di tutte le attività sportive in Regione Lombardia, ci si attiene al buon senso cercando di evitare aggregazioni numerose di persone.
Vi chiedo di recepire questa scelta nell’ottica di una condivisa precauzione e in una logica di autotutela, senza creare allarmismi, nella consapevolezza di un’emergenza sanitaria che ad oggi non riguarda direttamente i nostri territori.
Grazie a tutti per l’attenzione e la collaborazione!
Il Sindaco
Luca Macario

All’Auditoriun “Io ricordo” i prigionieri Italiani della 2° guerra mondiale

Il 21 Febbraio, nel nostro auditorium abbiamo ricordato l’epopea dei prigionieri italiani della seconda guerra mondiale, con una particolare attenzione alla storia quasi sconosciuta dei deportati negli Stati Uniti.

L’incontro è stato organizzato in collaborazione tra Parrocchia, Comune, Gruppo Alpini, ed associazioni dei reduci.

L’incontro è stato allietato dall’esibizione del gruppo “Gli Ottoni” che ha iniziato con l’inno Italiano e concluso con la “33” dedicata agli alpini

Dopo una presentazione del nostro Parroco, due relatori hanno raccontato la storia dei prigionieri di un campo americano, ed al termine il Sindaco ha letto l’elenco dei bergamaschi coinvolti, alcuni ancora vivi e vicini al secolo di vita.

Tra tutti gli internati del periodo di guerra, questi “fortunati”, dopo una traversata terribile dell’oceano atlantico sulle navi cargo, hanno trovato una sorte migliore di quelli reclusi in Germania o Russia; i prigionieri furono trattati con umanità, sostenuti anche dagli italoamericani, dalla Chiesa, e dalla popolazione delle città sedi dei campi di prigionia.

Ai soldati italiani fu proposto fornire la propria opera per lo sforzo bellico americano, in cambio di tre pasti al giorno e di una dignità che ad altri sfortunati commilitoni fu negata da altri paesi.

Gli italiani costruirono una Chiesa per ringraziare Dio e la Madonna, e quest’anno verrà celebrato il 75° anniversario dell’edificazione della Chiesa, al quale parteciperà una delegazione dei figli dei prigionieri, uno dei quali è componente della nostra comunità

Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo

Venerdì 7 febbraio si è celebrata la giornata di sensibilizzazione per la prevenzione e il contrasto del bullismo e il cyberbullismo, istituita nell’anno 2017 a livello nazionale. L’iniziativa promossa dalla Fo.P.A.G.S. (Forum Provinciale Associazioni Genitori della Scuola) è stata condivisa  anche dal nostro Istituto Comprensivo e si è realizzata nell’arco della mattinata nel preparare ed esporre un grande nodo blu, il tradizionale simbolo alla lotta contro il bullismo, che con una breve ma molto significativa cerimonia svoltasi nell’atrio della Scuola Media, è stato consegnato al Sindaco Macario per l’affissione sulla facciata del Municipio.

Il gesto significativo di quest’anno è andato oltre la produzione del nodo, coinvolgendo i Sindaci del territorio, simbolo della responsabilità condivisa, emblema evidente di un’alleanza educativa dentro e fuori la comunità scolastica. La giornata di sensibilizzazione impone anche un momento di riflessione per capire, intervenire, prevenire questo dilagante fenomeno.

CAPIRE: siccome alla base di comportamenti aggressivi ci sono spesso emozioni e stati d’animo negati, capire significa lavorare, attraverso metodologie come il circle-time, sulla capacità di ascolto, sul riconoscimento delle emozioni positive e negative, sulla capacità di esplicitarle a parole, sul coraggio di condividerle senza paura.

INTERVENIRE: significa essere attenti osservatori delle dinamiche e delle relazioni nella classe, per essere pronti a cogliere i segnali di disagio affrontando il problema in modo rapido ed efficace.

PREVENIRE: significa guidare i ragazzi a star meglio con sé stessi per poter gestire con serenità le proprie emozioni, lavorando sul rispetto reciproco e sull’accettazione delle differenze.

L.T.

Le immagini della giornata per la vita

In unione con tutta la Chiesa Italiana anche nella nostra parrocchia si è celebrata domenica 2 febbraio, la 42a Giornata per la vita, invitando a riflettere sul tema: “Aprite le porte alla vita. Vita, dono e promessa di bene da condividere”.

Papa Francesco nel suo messaggio evidenzia “noi non siamo l’origine di noi stessi, possiamo solo diventare consapevoli di essere in vita una volta che già l’abbiamo ricevuta, prima di ogni nostra intenzione e decisione. Pertanto, la vita è una porta che ci è stata aperta: se diventiamo consapevoli di questo dono non potremo fare a meno di aprire la porta agli altri, proteggendo la vita umana dall’inizio sino al suo naturale termine e combattendo ogni forma di violazione della dignità dell’uomo. Invito a pregare lo Spirito Santo affinché orienti tutti con la sua luce e la sua forza per formare una società aperta alla vita, alla solidarietà e all’accoglienza”.

Per l’occasione nel piazzale antistante la chiesa parrocchiale sono state offerte una novantina di torte artigianali, delle quali 12 realizzate e donate dalla Scuola Alberghiera presso l’Istituto Sordomuti del nostro territorio.  Sono stati raccolti euro 1.300 che verranno devoluti in parte al Centro di Aiuto alla Vita di Alzano Lombardo e in parte ai bisogni dell’Oratorio. Si ringraziano i tanti che hanno collaborato all’iniziativa e le numerose persone che hanno contribuito con l’acquisto di quanto offerto, spesso con l’aggiunta di un generoso contributo.

IL NOTIZIARIO E’ IN DISTRIBUZIONE

Viviamo insieme alla nostra comunità, seguendone i passi percorsi, nei racconti del nostro mensile, e cercando nelle proposte un posto nella grande famiglia della Parrocchia del nostro paese. Il notiziario sta per essere distribuito dai nostri volontari, questa volta a tutte le famiglie del paese, è disponibile anche in sagrestia, e al banchetto delle riviste durante le messe.

E’ possibile consultare i numeri precedenti del Notiziario, per rivedere un pò di storia della nostra parrocchia.

clicca l’icona a fianco, inoltre la pagina può essere selezionata dal menù Arte e Cultura/Notiziario

San Biagio

Nella giornata di lunedì 3 febbraio la Chiesa festeggia la memoria di San Biago, Vescovo e Martire, che per tradizione è il protettore dai mali della gola. E’ per questa pia devozione che al termine di ogni celebrazione eucaristica, i sacerdoti attraverso l’imposizione di due candele su ogni fedele, pregano, implorano e benedicono la gola affinché sia preservata da ogni male sia materiale che spirituale. Anche nella nostra parrocchia i nostri Sacerdoti hanno mantenuto questa tradizionale cerimonia ed ogni fedele presente, al termine delle Sante Messe si è presentato all’altare per ricevere in umile devozione la sacra benedizione.

Poco si conosce della vita di San Biagio, di cui oggi si festeggia la memoria liturgica. Notizie biografiche sul Santo si possono riscontrare nell’agiografia di Camillo Tutini, che raccolse numerose testimonianze tramandate oralmente. Si sa che fu medico e vescovo di Sebaste in Armenia e che il suo martirio è avvenuto durante le persecuzioni dei cristiani, intorno al 316, nel corso dei contrasti tra gli imperatori Costantino (Occidente) e Licino (Oriente). Catturato dai Romani fu picchiato e scorticato vivo con dei pettini di ferro, quelli che venivano usati per cardare la lana, ed infine decapitato per aver rifiutato di abiurare la propria fede in Cristo. Si tratta di un Santo conosciuto e venerato tanto in Occidente, quanto in Oriente.

Il suo culto è molto diffuso sia nella Chiesa Cattolica che in quella Ortodossa. Nella sua città natale, dove svolse il suo ministero vescovile, si narra che operò numerosi miracoli, tra gli altri si ricorda quello per cui è conosciuto, ossia, la guarigione, avvenuta durante il periodo della sua prigionia, di un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea.

Tutt’oggi, infatti, il Santo lo si invoca per i “mali alla gola”.

La Benedizione degli Infermi

Anticipando la festa liturgica della Madonna di Lourdes, nelle sante Messe delle ore 10 e 11.30  della domenica 9 febbraio, nella nostra chiesa parrocchiale  è stato celebrato dal  prevosto Mons. Leone, il rito dell’Unzione degli Infermi. Pertanto nella nostra chiesa si sono riuniti anziani e ammalati della nostra comunità che hanno espresso il desiderio di ricevere il sacramento dell’Unzione degli Infermi, che in passato veniva chiamato “Estrema unzione”, perché era inteso come conforto spirituale nell’imminenza della morte, mentre da tempo è considerato di aiuto e sostegno per chi è nella fatica della sofferenza. Come ha evidenziato Don Leone nell’omelia, riprendendo le parole dal vangelo di Matteo: “Sale della terra, luce del mondo…”, ecco, con l’avanzare dell’età siamo chiamati ad un rinnovato cammino di fede, nella sofferenza e nella malattia siamo invitati ad essere testimoni di infinita speranza e luminosa fiducia nell’Amore del Signore.

La comunità raccolta nella celebrazione eucaristica ha pregato in comunione con i celebranti Don Leone alle 10, Don Tarcisio alle 11,30    con don Paolo, che ponendosi nei banchi con gli altri fedeli è stato il primo a ricevere il sacramento dell’Unzione degli infermi.

Nella gioia del Signore abbiamo condiviso un momento veramente significativo per la vita parrocchiale, e i fedeli presenti alla Santa Messa hanno con devozione partecipato evidenziando così uno spirito di comunione fraterna, condivisione nella sofferenza e solidarietà pastorale.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,13-16
 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
 Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».Parola del Signore

Luciano Tintori

La Candelora

In concomitanza con la Giornata della vita indetta dalla Cei, si è celebrata domenica 2 febbraio la festa liturgica della “Presentazione al Tempio” di Gesù, ricorrenza significativa ed emblematica, dopo quaranta giorni dall’evento salvifico del Santo Natale. Più simbolicamente la cerimonia della “Benedizione delle candele” è stata celebrata all’Istituto del Palazzolo presso la chiesa dell’Assunta, di via Imotorre, prima dell’inizio della Santa Messa delle ore 9,30. Il celebrante Don Paolo ha evidenziato il messaggio principe della festa detta anche “Candelora”, festa delle candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”. Numerosi i fedeli che hanno condiviso la cerimonia con attenta e devota partecipazione, dalla benedizione delle candele nel cortile dell’Istituto delle Poverelle,  al rito dell’accensione per concludere con la breve processione che ci ha condotti all’interno della chiesa dove poi è stata celebrata l’Eucaristia..

Simeone disse: “I miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele.

Gesù è piccolo, ha appena 40 giorni e quello verso il tempio di Gerusalemme è il suo primo viaggio ma sappiamo che tornerà in quella città al termine della sua vita, non più offerto al tempio, non più posto tra le braccia di Simeone, ma condotto fuori le mura cittadine, inchiodato sulle braccia della croce.  Le braccia di Simeone lo prenderanno e stringeranno con affetto, ma nelle parole del saggio vecchio si delinea già il futuro di Gesù: “Sarà la rovina e la resurrezione per molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti uomini” e, guardando Maria, quasi prefigurando la scena della croce, aggiunge:

“Anche a te una spada trafiggerà l’anima”. Simeone prende il Bambino con sé ed è riempito di una consolazione incredibile, tanto che dal suo cuore salirà una delle preghiere più belle della Bibbia: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele”.