Abbiamo raggiunto un traguardo importante!

i più attenti osservatori avranno notato che il numerino in alto a destra sulla pagina principale indica che abbiamo ampiamente superato i 100000 contatti dall’apertura del sito.

In questo periodo difficile non c’è stato molto da pubblicare, ma il sito ha continuato a fornire il suo servizio, offrendo il collegamento alle messe e qualche altro articolo come le riflessioni del nostro parroco oppure le notizie sul Cre in corso.

La redazione ringrazia i fedelissimi lettori delle nostre pagine, e promette di continuare con il proprio impegno nella speranza di un 2020 più sereno per tutti

MANE NOBISCUM, LE RIFLESSIONI DI DON LEONE IN TV

Guardiamo insieme le puntate della rubrica settimanale Mane Nobiscum del nostro Parroco Don Leone, ritornato nello studio originale di Clusone di Antenna 2  antenna2

 

“Ora et Labora”

Clicca anche sull’icona a fianco che troverai nella sidebar del sito per accedere alla pagina con l’ultima puntata del programma Puoi anche vedere tutte le altre puntate nella pagina “Mane Nobiscum” del sito cliccando qui

IL NOTIZIARIO E’ IN DISTRIBUZIONE

Viviamo insieme alla nostra comunità, seguendone i passi percorsi, nei racconti del nostro mensile, e cercando nelle proposte un posto nella grande famiglia della Parrocchia del nostro paese. Il notiziario sta per essere distribuito dai nostri volontari, questa volta a tutte le famiglie del paese, è disponibile anche in sagrestia, e al banchetto delle riviste durante le messe.

E’ possibile consultare i numeri precedenti del Notiziario, per rivedere un pò di storia della nostra parrocchia.

clicca l’icona a fianco, inoltre la pagina può essere selezionata dal menù Arte e Cultura/Notiziario

Preghiamo con il Papa

IL PAPA SI UNISCE AL’INVITO DELLA CEI – IL 19 MARZO ROSARIO ALLE ORE 21 E SU TUTTE LE FINESTRE UN DRAPPO BIANCO O UNA CANDELA

Il Vescovo Francesco invita tutti ad aderire e a fare nostro questo appello della Chiesa Italiana:

In questo momento di emergenza sanitaria, la Chiesa italiana promuove un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia. Alle finestre delle case si propone di esporre un piccolo drappo bianco o una candela accesa.

TV2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera in diretta.

Un consiglio dal gruppo Stampa e Media

Il pane dell’informazione proprio come il pane che portiamo sulle nostre mense non può mancare, neppure in tempo di Quaresima e di quarantene. Avvenire offre in questo periodo dla possibiltà di consultare gratuitamente la versione online, cliccando sul link:

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/edizione-digitale-di-avvenire-gratis

potrete accedere alla versione digitale del giornale, buona lettura.

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI guido.chelazzi@alice.it

OPPURE CHIEDI AL BANCHETTO RIVISTE IN PARROCCHIA

DURANTE LE MESSE

 Clicca sulle frecce per vedere le altre proposte di lettura

QUARESIMA ALTERNATIVA

Presi tutti in contropiede. Ben predisposta nei suoi vari aspetti, con incontri di preghiera, di formazione, di devozione secondo consolidata e antica tradizione, la Quaresima ha dovuto cedere il passo alle doverose precauzioni poste in atto dalle autorità civili, visto il diffondersi anche da noi del virus che ha messo anche in panico la gente. Ma molto di più! Sospese tutte le celebrazioni, le attività di ogni genere anche in campo ecclesiastico. Forse non era mai successo che per un periodo e in tutta una regione non si celebrassero neppure le s. messe: chiese aperte alla preghiera personale, ma interdette a qualsiasi tipo di assemblea. Oratori chiusi ad ogni presenza e iniziativa. Centri pastorali sbarrati con sospensione di ogni incontro per gruppi e associazioni. Un deserto assordante, un silenzio impressionante. Un digiuno forzato. E pensare che è proprio la Quaresima che mette in campo deserto, silenzio e digiuno tra i motivi significativi del periodo liturgico; ma non si sarebbe mai pensato a una tale modalità, imposta e dai contorni ben lontani da motivazioni spirituali.

Forse non era mai successo che per un periodo e in tutta una regione non si celebrassero neppure le s. messe: chiese aperte alla preghiera personale, ma interdette a qualsiasi tipo di assemblea. Oratori chiusi ad ogni presenza e iniziativa. Centri pastorali sbarrati con sospensione di ogni incontro per gruppi e associazioni. Un deserto assordante, un silenzio impressionante. Un digiuno forzato. E pensare che è proprio la Quaresima che mette in campo deserto, silenzio e digiuno tra i motivi significativi del periodo liturgico; ma non si sarebbe mai pensato a una tale modalità, imposta e dai contorni ben lontani da motivazioni spirituali.

A volte però le situazioni nuove possono prestarsi a opportuni ripensamenti, a indotte rivisitazioni di abitudini che rischiano anche di cristallizzarsi, al punto da non avere più peso nella vita degli stessi credenti e quindi da non raccogliere neppure grande adesione. La difficoltà e gli intoppi possono allora rivelarsi anche una opportunità. Per almeno due motivi. Il primo segue la proverbiale espressione: si impara a dare il giusto valore al pane quando scarseggia o addirittura viene e a mancare. Chissà che anche lo spirito di tanti, pur assopito in un mondo dedito a ben altro che alla spiritualità e alla fede, non abbia un soprassalto di fronte a un digiuno imposto e quindi a modo suo interpellante le profonde , e quindi mai morte del tutto, esigenze interiori della persona. Il secondo motivo chiama in causa la Chiesa e le singole comunità cristiane. Con l’opportunità stavolta di ribaltare, o almeno ripensare, riproponendole in modo altro, le tradizionali proposte pastorali che si sono usurate con il tempo. Mettendo in atto, sempre all’interno dei motivi forti che caratterizzano il sentiero quaresimale verso la Pasqua,  proposte in sintonia con un linguaggio consono ai tempi. Con l’uso di tecnologie ormai alla portata di tutti e stavolta usate con scopi alti, oltre il banale o il nocivo. E con segni semplici, ben visibili ed efficaci e  parlanti anche ai più disattenti, in un tempo che comunque chiama a riflessione e severità nelle abitudini familiari e sociali. Come a dire: a volte quello che non si è fatto per convinzione si è chiamati, o addirittura costretti, a farlo per forza. Una forza che potrebbe orientare alla convinzione, se raccolta con animo aperto.

Un ulteriore, non secondario, aspetto che emerge da questa situazione, è la chiamata a chinare il capo sulla fragilità che intesse la vita e la storia umana. In tempi in cui l’uomo rischia di ergersi a superuomo, nella supponenza scientifica e tecnologica, si scopre non solo fragile, ma pure impotente: la realtà converte a una umiltà con dei segnali inequivocabili che ridimensionano. Segnali che la natura stessa evidenzia e fa esplodere, spesso in modo drammatico, a dire che il mondo è stupendo e nel contempo posto su un fondamento precario e quelli che disgraziatamente l’uomo stesso mette in campo, a peggiorare, con la sua insensatezza nei riguardi della vita, delle relazioni e dell’ambiente. La chiamata a un bagno di umiltà che apre a Dio con sguardo alla Provvidenza da invocare e al dono di Salvezza da accogliere, e agli altri per una sintonia che fa sentire tutti sulla stessa barca, in cerca del porto sicuro tra le onde e le tempeste che tutti e in vari modi fa trepidare nella traversata della vita.

Anche questa è Quaresima. Alternativa, ma neanche più di tanto, come si diceva. Perché quelli evidenziati in altro modo e su sollecitazione degli eventi, sono poi i motivi che fanno seria una quaresima vera, non solo raccontata o affidata a pochezze tenute in conto, senza troppa convinzione, da una tradizione spesso divenuta essa stessa fragile. Chissà che il dramma produca ripensamento anche nel campo della fede e della vita cristiana. Nel campo della ricerca di quello che alla fin fine giova alla vita e alla vera pace. Senza tornare a proclami di paure e di castighi, assolutamente fuori luogo, ma raccogliendo provocazioni che fanno riflettere e inducono anche a prendere sul serio Dio, la sua Parola e il suo Progetto di vita come è compendiato nel Vangelo, codice di vera umanità.

                                                                                                      don Leone, parroco  

All’Auditoriun “Io ricordo” i prigionieri Italiani della 2° guerra mondiale

Il 21 Febbraio, nel nostro auditorium abbiamo ricordato l’epopea dei prigionieri italiani della seconda guerra mondiale, con una particolare attenzione alla storia quasi sconosciuta dei deportati negli Stati Uniti.

L’incontro è stato organizzato in collaborazione tra Parrocchia, Comune, Gruppo Alpini, ed associazioni dei reduci.

L’incontro è stato allietato dall’esibizione del gruppo “Gli Ottoni” che ha iniziato con l’inno Italiano e concluso con la “33” dedicata agli alpini

Dopo una presentazione del nostro Parroco, due relatori hanno raccontato la storia dei prigionieri di un campo americano, ed al termine il Sindaco ha letto l’elenco dei bergamaschi coinvolti, alcuni ancora vivi e vicini al secolo di vita.

Tra tutti gli internati del periodo di guerra, questi “fortunati”, dopo una traversata terribile dell’oceano atlantico sulle navi cargo, hanno trovato una sorte migliore di quelli reclusi in Germania o Russia; i prigionieri furono trattati con umanità, sostenuti anche dagli italoamericani, dalla Chiesa, e dalla popolazione delle città sedi dei campi di prigionia.

Ai soldati italiani fu proposto fornire la propria opera per lo sforzo bellico americano, in cambio di tre pasti al giorno e di una dignità che ad altri sfortunati commilitoni fu negata da altri paesi.

Gli italiani costruirono una Chiesa per ringraziare Dio e la Madonna, e quest’anno verrà celebrato il 75° anniversario dell’edificazione della Chiesa, al quale parteciperà una delegazione dei figli dei prigionieri, uno dei quali è componente della nostra comunità

Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo

Venerdì 7 febbraio si è celebrata la giornata di sensibilizzazione per la prevenzione e il contrasto del bullismo e il cyberbullismo, istituita nell’anno 2017 a livello nazionale. L’iniziativa promossa dalla Fo.P.A.G.S. (Forum Provinciale Associazioni Genitori della Scuola) è stata condivisa  anche dal nostro Istituto Comprensivo e si è realizzata nell’arco della mattinata nel preparare ed esporre un grande nodo blu, il tradizionale simbolo alla lotta contro il bullismo, che con una breve ma molto significativa cerimonia svoltasi nell’atrio della Scuola Media, è stato consegnato al Sindaco Macario per l’affissione sulla facciata del Municipio.

Il gesto significativo di quest’anno è andato oltre la produzione del nodo, coinvolgendo i Sindaci del territorio, simbolo della responsabilità condivisa, emblema evidente di un’alleanza educativa dentro e fuori la comunità scolastica. La giornata di sensibilizzazione impone anche un momento di riflessione per capire, intervenire, prevenire questo dilagante fenomeno.

CAPIRE: siccome alla base di comportamenti aggressivi ci sono spesso emozioni e stati d’animo negati, capire significa lavorare, attraverso metodologie come il circle-time, sulla capacità di ascolto, sul riconoscimento delle emozioni positive e negative, sulla capacità di esplicitarle a parole, sul coraggio di condividerle senza paura.

INTERVENIRE: significa essere attenti osservatori delle dinamiche e delle relazioni nella classe, per essere pronti a cogliere i segnali di disagio affrontando il problema in modo rapido ed efficace.

PREVENIRE: significa guidare i ragazzi a star meglio con sé stessi per poter gestire con serenità le proprie emozioni, lavorando sul rispetto reciproco e sull’accettazione delle differenze.

L.T.

Le immagini della giornata per la vita

In unione con tutta la Chiesa Italiana anche nella nostra parrocchia si è celebrata domenica 2 febbraio, la 42a Giornata per la vita, invitando a riflettere sul tema: “Aprite le porte alla vita. Vita, dono e promessa di bene da condividere”.

Papa Francesco nel suo messaggio evidenzia “noi non siamo l’origine di noi stessi, possiamo solo diventare consapevoli di essere in vita una volta che già l’abbiamo ricevuta, prima di ogni nostra intenzione e decisione. Pertanto, la vita è una porta che ci è stata aperta: se diventiamo consapevoli di questo dono non potremo fare a meno di aprire la porta agli altri, proteggendo la vita umana dall’inizio sino al suo naturale termine e combattendo ogni forma di violazione della dignità dell’uomo. Invito a pregare lo Spirito Santo affinché orienti tutti con la sua luce e la sua forza per formare una società aperta alla vita, alla solidarietà e all’accoglienza”.

Per l’occasione nel piazzale antistante la chiesa parrocchiale sono state offerte una novantina di torte artigianali, delle quali 12 realizzate e donate dalla Scuola Alberghiera presso l’Istituto Sordomuti del nostro territorio.  Sono stati raccolti euro 1.300 che verranno devoluti in parte al Centro di Aiuto alla Vita di Alzano Lombardo e in parte ai bisogni dell’Oratorio. Si ringraziano i tanti che hanno collaborato all’iniziativa e le numerose persone che hanno contribuito con l’acquisto di quanto offerto, spesso con l’aggiunta di un generoso contributo.