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La Messa di San Martino “Vecchio”

Domenica 12 novembre, ultima giornata di festeggiamenti del nostro Patrono, è stata celebrata la Santa Messa delle ore 10.00 sul piazzale antistante la vecchia chiesetta e prima parrocchiale dedicata a San Martino Vescovo.  Celebrante d’eccezione e nostro San Martino Vecchio 2017- (29)ospite d’onore il Vescovo Monsignor Valentino Di Cerbo, coetaneo e compagno di studi di Monsignor Leone, che lo ha ringraziato vivamente per aver accolto l’invito a presenziare ai festeggiamenti. Concelebranti il prevosto Don Leone con i collaboratori Don Diego e Don Tarcisio. Il vangelo,  specifico per la ricorrenza, dal cap. 25 dell’evangelista Matteo ci ha rammentato il valore nella semplicità, di ogni atto di carità rivolto ai fratelli nel bisogno:  “31Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34Allora il re dirà 

San Martino Vecchio 2017- (8)

a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». 37Allora i giusti gli risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto San Martino Vecchio 2017- (11)straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». 40E il re risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». A conclusione della celebrazione liturgica la comunità di Torre Boldone ha voluto rinnovare i ringraziamenti a Mons. Leone,  prevosto da 20 anni in Torre Boldone, per la sua presenza attiva, operosa e generosa nel servizio ventennale alla parrocchia di San Martino Vescovo, attraverso un piccolo ma significativo dono: L’Evangeliario formato da tre volumi relativo ai tre anni liturgici, con il commento di Don Sergio Colombo e ornato dai dipinti di Don Giuseppe Sala.

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L’archivio della Parrocchia

Martedì 7 novembre 2017 presso l’aula conferenze del Centro Pastorale Santa Margherita, si è tenuta una conferenza dal titolo “L’ARCHIVIO PARROCCHIALE DI TORRE BOLDONE”. La Conferenza, inserita nella settimana di iniziative parrocchiali archivio parrocchiale 2017- (17)per i festeggiamenti del  patrono San Martino, era finalizzata a far partecipe la popolazione dell’esistenza e dell’importanza dell’archivio parrocchiale: archivio fatto di registri e annotazioni che dopo il Concilio di Trento (Concilio conosciuto come della “controriforma luterana”) i Parroci di ogni parrocchia furono tenuti a  redigere. Il dottor Giulio Orazio Bravi, relatore della serata, nostro illustre concittadino, da tutti  riconosciuto come esimio Ricercatore, Storico e Bibliotecario, ha ripercorso la storia dei registri parrocchiali a partire dalla fine del Concilio di Trento (1563), soprattutto quello principale:  il registro  dei matrimoni, a cui archivio parrocchiale 2017- (1)seguirono il registro dei battesimi e il registro dei funerali. Infatti il Concilio di Trento aveva stabilito le regole necessarie ed indispensabili  affinché il matrimonio avesse efficacia davanti a Dio e agli uomini, rendendo inefficaci tutte le tradizioni e i modi di “sposarsi” fino a quel tempo riconosciuti. Il dottor Bravi ha inoltre accennato alla bibliografia “passata” che annotava la tipologia dei   matrimoni ammessi prima del Concilio di Trento, per esempio il matrimonio segreto (Paolo e Francesca) e il matrimonio di fatto, e successivamente non più riconosciuti . Ha inoltre accennato al matrimonio a “tradimento” intentato da Agnese nei Promessi Sposi a danno di don Abbondio per maritare Renzo e Lucia, quest’ultima oggetto di perfide attenzioni da parte di Don Rodrigo. E’ grazie a questi registri che dal 1600 circa e fino all’unità d’Italia, allorquando la nuova anagrafe fu affidata ai Municipi di recente costituzione, che possiamo risalire a moltissime informazioni sulla popolazione del tempo. Dopo la trattazione del dottor Bravi che ha ampiamente soddisfatto le aspettative dei presenti, ha preso la parola il professionista che ha restaurato i registri parrocchiali che versavano in uno stato di degrado alquanto avanzato al punto da compromettere  l’utilizzo dei registri stessi: Paolo Brevi. Questi ha relazionato sul lungo e difficile lavoro che ha dovuto effettuare per recuperare i registri attaccati com’erano da umidità, macchie e muffe per riportarli all’aspetto originale o perlomeno per  permettere il loro utilizzo. La descrizione, molto tecnica, ha comunque fatto comprendere ai presenti la complessità dell’operazione di restauro durata circa 20 mesi. L’idea di restaurare parte dei registri dell’archivio parrocchiale era nata durante la  cena di chiusura della festa dell’Amicizia del 2015, allorquando parlando con il Parroco della possibilità  del Circolo Don Luigi Sturzo di utilizzare una parte degli utili della festa di quell’anno, utili realizzati grazie all’impegno e alla dedizione dei soci e collaboratori che permettono tutti gli anni lo svolgimento di tale festa, per una iniziativa culturale a favore della Parrocchia. Su consiglio del parroco Don Leone fu scelto di destinare il contributo al restauro di alcuni registri dell’archivio parrocchiale. La serata del 7 novembre è stato l’atto finale di tale impegno preso dal Circolo Politico Culturale don Luigi Sturzo.

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