La processione della Ronchella

Processione-ronchella 2017- (21)

Nella serata di sabato 22 aprile si è svolta la tradizionale processione con il simulacro ligneo della “Vergine con Bambino”. La comunità si è ritrovata alle 20.45 in via Brigata Lupi alla santella della Madonna Addolorata, con la presenza dei nostri sacerdoti, Mons. Leone, Don Tarcisio e Don Angelo e di numerosi fedeli che hanno voluto partecipare e condividere la devota processione, con in mano la candela accesa, detta “flambeaux”. 

La tradizione di accompagnarsi in processione con la fiaccola accesa, segno che illumina il cammino di ogni cristiano, probabilmente è iniziata durante le diciotto apparizioni a Lourdes, dove Bernadette aveva l’abitudine di portare con sé una candela quando andava alla Grotta, sicuramente per farsi luce lungo il tragitto, perché solitamente quando si incamminava era ancora buio, ma soprattutto perché la candela era un simbolo religioso. Il fedele offre una candela che lo rappresenta, una candela che continuando a bruciare mantiene viva la propria preghiera. E’ per questo che l’offerta di una candela ha un significato importante nelle cerimonie di consacrazione a Dio: “ à la lumière des flambeaux”, alla luce delle fiaccole.
Partita dalla piazzetta della Madonna Addolorata, la processione si è snodata da via Ranica a via Resistenza, per sostare brevemente alla santella della Madonna della Fiducia,

con una preghiera sommessa e accorata, nella quale abbiamo riposto ogni nostra vicissitudine ed ogni nostra fatica del vivere quotidiano. Il cammino è poi proseguito per via Monte Ortigara da dove, attraverso un percorso campestre, illuminato a giorno da fiaccole e lumini è stata raggiunta la chiesetta della Ronchella, detta anche “dei mortini”, dedicata alla Madonna del Suffragio. 

Processione-ronchella 2017- (28)Accompagnati dai nostri sacerdoti, i numerosissimi partecipanti alla processione, hanno innalzato al Signore preghiere e canti di lode, nella gioia del Cristo Risorto. A conclusione, Don Tarcisio Cornolti, nativo di Torre Boldone ed ora coadiutore nella nostra parrocchia, dopo una breve preghiera di supplica e ringraziamento ha elargito ai presenti la Santa Benedizione con il reliquiario della Madonna.

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(a cura di LUCIANO TINTORI)

La Festa della Ronchella

Domenica 23 aprile, nella nostra comunità si è celebrata la Festa della Ronchella, che tradizionalmente cade sempre nella prima domenica dopo la Pasqua, chiamata “In Albis”, che significa “in bianche vesti”, perché i battezzandi della veglia Pasquale, indossavano una tunica bianca sino alla prima domenica dopo Pasqua; nella medesima domenica viene anche celebrata la “Festa della “Divina Misericordia”, festività voluta da Giovanni Paolo II nell’anno 2000 per invitare i fedeli alla devozione di Gesù, Misericordia Divina.

Messa-ronchella 2017- (17)Ospite d’eccezione in questa giornata di festa il nostro Curato degli anni 60, Don Gino Cortesi, che grazie alla sua munificenza a cui va la gratitudine di tutta la comunità, ha permesso il restauro di due quadri, ex voto, presenti nella chiesetta della Ronchella e raffiguranti le vicissitudini storiche del 1600 con la decimazione della popolazione del nostro territorio causata dalla peste. Don Gino ha celebrato la santa Messa solenne delle ore 10, partecipata dal numerosi fedeli e allietata dai canti del nostro coro parrocchiale diretto dal maestro Gaetano, all’organo il maestro Dott. Giuseppe.  Dagli atti degli Apostoli cap. 2 apprendiamo come gli apostoli: “Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo”. Dalla Prima lettera di San Pietro Apostolo cap.1 ci viene rivolto un invito: “Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime”. Dal vangelo di Giovanni cap. 20: “otto giorni dopo venne Gesù a porte chiuse”, si sottolinea il coraggio di credere: “Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». E’ un invito, forte e perentorio, a srotolare la propria vita nella consapevolezza che Gesù vive, è vivo dentro di noi e dentro la nostra storia, e che pertanto “nulla ci mancherà…!”.
Messa-ronchella 2017- (13)Don Gino nella sua appassionata riflessione, dopo aver ringraziato della calorosa accoglienza si è soffermato nell’illustrare la valenza religiosa e storica della chiesetta della Ronchella e dei due ex-voto che nell’immediato del tempo, quando la peste devastò e decimò la popolazione del nostro paese, hanno voluto raccontare e ricordare la benevola intercessione della Madonna denominata “del Suffragio”, nel pio ricordo della nostra comunità decimata dalla devastante epidemia.
Nel pomeriggio, Don Tarcisio coadiuvato da Don Angelo ha presenziato alla preghiera del vespro concludendo l’intensa giornata di spiritualità con la benedizione e il bacio della Reliquia.
Messa-ronchella 2017- (30)Rosella Ferrari ci ha poi intrattenuto in una interessante visita guidata, all’interno della chiesetta, illustrando con dovizia di particolari i molteplici significati e le variegate raffigurazioni presenti nel luogo sacro, con uno speciale riferimento ai due quadri ex voto, restaurati grazie all’opera intelligente della restauratrice Roberta Grazioli, nei quali si ritrovano i motivi preponderanti di riconoscenza e gratitudine degli scampati alla pestilenza.

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(a cura di LUCIANO TINTORI)

La lavanda dei piedi in Coena Domini

Lavanda Piedi 2015- (14)

Giovedì 13 aprile 2017 nella nostra parrocchia si è celebrata la Liturgia della Lavanda dei piedi, facendo memoria di quanto Gesù ha fatto nella sera dell’istituzione dell’eucaristia, lavando i piedi ai suoi apostoli come esempio e testimonianza di servizio alla Chiesa nascente. Per favorire la più ampia partecipazione sono state celebrate due funzioni liturgiche, una alle ore 16, presieduta da Don Angelo,  per i ragazzi e per quanti fossero impossibilitati a partecipare nelle ore serali e l’altra alle 20,45, presieduta dal prevosto Mons. Leone.

La prima lettura è tratta dal libro dell’Esodo cap. 12, nel quale si descrivono le prescrizioni della cena pasquale: “…Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!”.  La seconda lettura è dalla prima lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi cap. 11: “Ogni volta che mangiate questo pane, annunciate la morte del Signore”. “…il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».
Il vangelo di Giovanni cap. 13 “Li amò sino alla fine” ci racconta l’ultima cena di Gesù con i suoi apostoli, lavando i piedi ai dodici in umiltà, prima di benedire il pane e il vino. Invitano a una profonda revisione di vita, le parole di Gesù, lasciateci a testamento spirituale: Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

Lavanda Piedi 2015- (4)il celebrante, dopo aver invitato l’assemblea a una breve riflessione sul significato della cerimonia che si andava compiendo, dismessa la casula e indossato una grembiule si apprestava a lavare i piedi, nel pomeriggio a tredici prossimi comunicandi, la sera a dodici adolescenti. Significativa la curiosità dei bambini più piccoli che si sono accostati e accalcati attorno al celebrante Don Angelo, per osservare da vicino la semplice cerimonia pomeridiana; emblematico invece l’abbraccio fraterno del celebrante Don Leone agli adolescenti, dopo aver lavato loro i piedi, nella liturgia serale. Le due celebrazioni liturgiche in “COENA DOMINI” sono state allietate dai canti del coretto delle famiglie, nel pomeriggio, e del coro dei giovani nella serata alle quali  hanno partecipato numerosi e devoti fedeli.

A chiusura della liturgia serale, il celebrante, indossato il velo omerale, ha portato il Santissimo Sacramento in processione, accompagnato dai concelebranti e dai chierichetti, all’altare della reposizione deponendo la pisside nel tabernacolo.

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a cura di Luciano Tintori

Le celebrazioni della domenica delle palme

Domenica delle palme 2017- (1)Domenica 9 aprile 2017 con la Festività delle Palme si è fatta memoria dell’entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme, aprendo così le celebrazioni della Settimana Santa. La funzione liturgica nella nostra parrocchia ha avuto inizio poco prima della Santa Messa delle 10,00 con la benedizione degli ulivi nell’area dell’oratorio Don Carlo Angeloni. Il prevosto Mons. Leone ha così pregato:
“ Fratelli carissimi, questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del Signore, alla quale ci stiamo preparando con la penitenza e con le opere di carità fin dall’inizio della Quaresima. Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione. Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione”. Dopo questa esortazione il sacerdote ha benedetto i ramoscelli d’ulivo : “Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te, e concedi a noi tuoi fedeli, che rechiamo questi rami in onore di Cristo trionfante, di rimanere uniti a lui. Per Cristo nostro Signore”, aspergendo i rami con l’acqua benedetta. Don Tarcisio ci ha proposto poi il brano di vangelo tratto da Matteo al capitolo 21, dove viene descritto l’entusiasmo del popolo nell’accogliere Gesù: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore…”.
Domenica delle palme 2017- (11)I numerosi fedeli presenti accompagnati dal coro parrocchiale, dai chierichetti e dai nostri sacerdoti, Don Leone, don Tarcisio e Don Angelo, in corteo hanno processionalmente raggiunto la chiesa parrocchiale per la celebrazione eucaristica agitando festosamente l’ulivo benedetto. La prima lettura della liturgia di oggi, da Isaia cap. 50 è profeticamente rivelatrice degli avvenimenti della passione: “Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso”. Nella seconda lettura la lettera di San Paolo apostolo ai Filippesi cap. 2 sottolinea come “Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò”. Il vangelo ci ha Domenica delle palme 2017- (13)proposto la descrizione dettagliata degli avvenimenti della Passione del Signore, da Matteo cap. 26, declamato a tre voci dai nostri sacerdoti e ascoltato dall’assemblea con devota attenzione e intensa partecipazione. La celebrazione liturgica che ha visto la presenza anche di Don Giuseppe, concelebrante, è stata allietata dai canti del nostro coro parrocchiale con una numerosa partecipazione di fedeli e attorno all’altare un gran numero di bambini e di piccoli scout che hanno fatto da corona alla gioiosa e pur sempre significativa concelebrazione.

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a cura di Luciano Tintori