Iscrizioni Anno Catechistico e Percorso Adolescenti

E’ possibile iscrivere i ragazzi dalla 2 elementare alla 2 media al percorso catechistico  e i ragazzi dalla 3 media alla 4 superiore al percorso adolescenti. 

Come sempre serve compilare il modulo sul portale https://segresta.parrocchiaditorreboldone.it 

Ricordo che il portale è quello utilizzato già per il CRE 2019 ma diverso da quello utilizzato lo scorso anno catechistico, pertanto chi non avesse fatto il CRE a Torre Boldone deve rifare l’iscrizione al portale da zero.

Per qualsiasi problema è possibile rivolgersi in segreteria o inviare richiesta d’aiuto via mail a oratoriotorreboldone@gmail.com 

Il gruppo teatro in tour

Il occasione della prima messa di un prete novello nella parrocchia di Busseto, dove presta la sua opera il nostro Don Matteo Piazzalunga, i ragazzi del gruppo teatro hanno recitato il loro spettacolo, con passione ed entusiasmo.

Il giorno dell’assunta…

La chiesa dell’Assunta in via Imotorre

Per la festa dell’assunta, le Sante Messe delle ore 10 e delle 18,30 saranno celebrate nella Chiesina dell’Istituto delle suore Poverelle in via Imotorre, le corrispondenti messe nella chiesa Parrocchiale non saranno celebrate

Alle ore 16, sempre nella stessa Chiesa, verranno celebrati Vespro e benedizione.

La vista dal cortile dell’isituto

Per leggere alcune note d’arte della nostra Rosella Ferrari sulla chiesina, cliccare Qui

IN BOCCA AL LUPO

Sempre strana questa espressione, ma venata di cordiale augurio. Bello che sia stata scritta da una delle liste in competizione nel corso delle recenti elezioni amministrative e indirizzata alle altre. C’è uno stile anche nell’azione politica! Ne prendiamo atto e vogliamo sperare sia di buon auspicio per l’esercizio di una vera democrazia al servizio del bene comune, Democrazia degli atteggiamenti e delle parole: dove le forze in campo non vengono ‘demonizzate’, non sono messe all’angolo, ma si rispettano; dove la critica non è interpretata come gesto di ‘lesa maestà’, ma come occasione di pur serrato ma sempre positivo confronto; dove non si imboccano sentieri da ’pensiero unico’ ad escludere, che fa leva su un consenso ottenuto non con pacati ragionamenti, ma con slogan istintuali. La storia anche italiana insegna! E ammonisce, come maestra di vita. A quest’ora le elezioni hanno già dato il responso voluto dai cittadini di Torre.

Mi è sembrato opportuno, come parroco e quindi responsabile della comunità cristiana, ma anche come attento al bene di tutto il paese, raccogliere alcune note e offrirle come positivo contributo al buon andamento della pubblica amministrazione e della vita sociale.

I programmi elettorali hanno offerto un ventaglio di buoni propositi, che vanno apprezzati, come apprezzabile è la disponibilità di coloro che in tutte le liste hanno inteso mettersi al servizio della società locale, indipendentemente dall’essere poi usciti eletti. Il lavoro amministrativo che attende al varco non è di poco conto e di poca fatica, soprattutto in tempi come quelli che stiamo vivendo, stupendi e drammatici nel contempo. Nel grande mondo e nel mondo piccolo. E questo chiede di unire le forze per un migliore risultato, ciascuno al proprio posto e dall’angolatura della propria responsabilità, ma anche con sguardo aperto, sincero e in costante sinergia.

Nell’impegno dentro i vari ambiti della vita sociale sarà cosa buona e fruttuosa veder condivise alcune priorità e usato uno stile che il nostro Consiglio pastorale aveva già evidenziato in un documento che raccoglieva ed esprimeva proposte, attese e desideri. Ritenuti essenziali e da tradurre in scelte concrete e partecipate da tutte le forze in campo. Ne richiamo alcuni perché possano essere sul tavolo di chi, designato dall’elettorato, governa e di chi dai gruppi di minoranza, che peraltro insieme rappresentano la maggioranza degli elettori, contribuisce al buon governo. Con spirito dialettico, ma collaborativo e costruttivo.

La priorità data alla persone, senza preclusioni, per accompagnarle nelle varie età e stagioni della vita; alle famiglie per sostenerle nel loro impegno e in particolare nei passaggi segnati dalla precarietà e dalle ferite che incidono spesso nelle situazioni personali, relazionali, economiche ed educative.

La necessaria intesa e collaborazione con tutte le espressioni operose della società (istituzioni, associazioni e gruppi). In un coinvolgimento che evidenzia e rende concreto il valore della ‘sussidiarietà’, che non intende sostituirsi all’impegno della pubblica amministrazione, non è neppure forma di semplice manovalanza da usare, ma è espressione della partecipazione dei cittadini in vista del bene comune, realizzato con il servizio del volontariato in tutte le sue forme e motivazioni. Volontariato valorizzato, rispettato, ascoltato e pure sostenuto economicamente, nel possibile.

La formazione di una rete di buone relazioni che vale prima e più di tutte le opere. Con l’arte del buon vicinato e dello spendersi per gli altri, fatti attenti soprattutto alle persone e alle famiglie più fragili. Premessa indispensabile per una qualità di vita serena in un paese abitato e abitabile. Ma anche, visto che lo si ritiene primario, per un clima di sicurezza, affidato non solo ad alcuni, ma allo sguardo e al cuore di tutti, coinvolti con intelligente progettualità. Giusta ricerca di sicurezza che ​non deve però diventare una leva per ingenerare diffusa paura e pregiudiziale diffidenza, che certo non giovano a una cordiale convivenza e integrazione.

La cura della buona cultura, per leggere e interpretare, alla luce di valori alti, la vita personale e gli eventi del territorio e del mondo, oltre ogni schema o chiusura mentale. Cultura ad ampio raggio, che chiede non tanto ‘eventi’ scenografici e saltuari, bensì occasioni di incontro pacato e non gridato, di educazione al bello e al vero, con iniziative a largo spettro proposte o sostenute dalla stessa pubblica istituzione. La quale anche nel modo di proporsi, di gestire i rapporti e di esprimersi è bene sappia di avere un peso e una responsabilità nel formare una mentalità, che colora la società e che si vorrebbe non conflittuale, ma aperta e solidale.

, per leggere e interpretare, alla luce di valori alti, la vita personale e gli eventi del territorio e del mondo, oltre ogni schema o chiusura mentale. Cultura ad ampio raggio, che chiede non tanto ‘eventi’ scenografici e saltuari, bensì occasioni di incontro pacato e non gridato, di educazione al bello e al vero, con iniziative a largo spettro proposte o sostenute dalla stessa pubblica istituzione. La quale anche nel modo di proporsi, di gestire i rapporti e di esprimersi è bene sappia di avere un peso e una responsabilità nel formare una mentalità, che colora la società e che si vorrebbe non conflittuale, ma aperta e solidale.

La valorizzazione e la cura dell’ambiente , del decoro urbano, della storia, delle feste, dei luoghi significativi del paese. Perseguite con scelte di saggia e lungimirante prospettiva e condivise dai residenti, a partire dagli ambiti educativi che formano alla vita sociale le nuove generazioni.

Per i credenti valga, nel loro impegno per un paese aperto e accogliente, il Vangelo, che è codice di vera umanità. Valga la Dottrina sociale della Chiesa che traccia linee di saggia, giusta e pacifica convivenza Per tutti valgano le ispirazioni che ne provengono, e che possono essere condivise al di là della scelta di fede. E valgano quelle virtù essenziali che caratterizzano la nobiltà d’animo e lo stile elegante delle persone e lo spirito di servizio in quanto si dice e si fa. E nel modo con cui lo si dice e lo si fa. Alla luce di quanto diceva Paolo VI :” la politica, che è prendersi cura della città, è la più alta forma di carità”. Se esercitata nel suo senso più nobile e disinteressato. Con un cordiale augurio per coloro che siedono in Consiglio e per coloro che accompagnano e sostengono il servizio amministrativo. Cioè, per tutti!

Don Leone, parroco