All’Auditorium il viaggio nelle dipendenze…

Nell’auditorium Sala Gamma della nostra parrocchia, la sera di lunedì 13 febbraio abbiamo assistito ad uno spettacolo inusitato e veramente particolare: “Progetto teatrale di sensibilizzazione e prevenzione alle dipendenze”. Presentato dalla compagnia La Pulce dell’Associazione Piacenza Kultur Dom, con un cast di attori di due soli personaggi, ci hanno proposto un lungo viaggio dentro realtà e vicissitudini della vita davvero realistiche, con un linguaggio diretto e alquanto provocatorio. Un invito a riflettere ma soprattutto a comprendere situazioni intriganti dove ognuno è tentato di abdicare alle proprie responsabilità per facili obiettivi, come l’uso di sostanze stupefacenti, l’uso e l’abuso di alcol, dipendenze dal gioco d’azzardo. Un pubblico numeroso ed attento, formato prevalentemente da moltissimi ragazzi e adolescenti del nostro oratorio,  ha seguito con interesse e partecipazione le molteplici tematiche presentate dentro lo spettacolo, lasciandosi coinvolgere costantemente nella rappresentazione fino a partecipare attivamente al gioco finale…d’azzardo! Una bella lezione di vita, un indicatore forte e chiaro sui rischi e pericoli connessi alle dipendenze e un invito a non lasciarsi ingannare dai vari “lucignoli”, che purtroppo fanno violenza nella nostra società provocando sofferenza, disagio e solitudine. Un grazie riconoscente alla compagnia teatrale La Pulce per l’apprezzata testimonianza e un grazie a Don Diego per averla proposta alla nostra comunità.  

IL NOTIZIARIO E’ IN DISTRIBUZIONE

Viviamo insieme alla nostra comunità, seguendone i passi percorsi, nei racconti del nostro mensile, e cercando nelle proposte un posto nella grande famiglia della Parrocchia del nostro paese. Il notiziario sta per essere distribuito dai nostri volontari, questa volta a tutte le famiglie del paese, è disponibile anche in sagrestia, e al banchetto delle riviste durante le messe.

E’ possibile consultare i numeri precedenti del Notiziario, per rivedere un po di storia della nostra parrocchia.

clicca l’icona a fianco, inoltre la pagina può essere selezionata dal menù Arte e Cultura/Notiziario

IL SACRAMENTO DEGLI INFERMI

Nelle sante Messe delle ore 10 e 11.30  della domenica 10 febbraio, nella nostra chiesa parrocchiale  è stato celebrato dal  prevosto Mons. Leone, il rito dell’Unzione degli Infermi, che come ha ben spiegato il celebrante nell’omelia, è il sacramento che ci aiuta ad allargare lo sguardo all’esperienza della malattia e della sofferenza, nell’orizzonte della misericordia di Dio. Alla vigilia della memoria della Madonna di Lourdes, i nostri Sacerdoti hanno desiderato convocare nella chiesa parrocchiale, gli ammalati e anziani della nostra comunità che hanno espresso il desiderio di ricevere il sacramento dell’Unzione degli Infermi, che in passato veniva chiamato “Estrema unzione”, perché era inteso come conforto spirituale nell’imminenza della morte, mentre da tempo è anche considerato di aiuto e sostegno per chi è nella fatica della sofferenza permettendoci di toccare con mano la compassione di Dio per l’uomo.

Dal vangelo secondo Luca cap.5:

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

La comunità raccolta nella celebrazione eucaristica ha pregato in comunione con il celebrante Don Leone e concelebranti Don Tarcisio, rientrato dall’infortunio e Don Giuseppe, il primo a ricevere il sacramento degli Infermi; nella gioia del Signore abbiamo condiviso un momento veramente significativo per la vita parrocchiale, e i fedeli presenti alla Santa Messa hanno con devozione partecipato evidenziando così uno spirito di comunità pastorale.  

L’assemblea dell’ Avis al centro Santa Margherita

Nella mattinata di domenica 10 febbraio, dopo aver partecipato alla Santa Messa  nella chiesa parrocchiale,  al Centro Santa Margherita si è tenuta l’assemblea annuale dei donatori volontari del sangue di Torre Boldone.  Il presidente Matteo Vanoncini ha presentato la relazione annuale circa le varie attività svolte nel corso dell’anno, evidenziando il numero di donatori attivi e delle relative donazioni: per l’anno 2018 i soci avisini sono risultati 211 per un totale di 329 donazioni. E’ stata sottolineata l’attività di sensibilizzazione rivolta al territorio, in particolare nelle Scuole Elementari e Medie del nostro Istituto Scolastico, nell’Oratorio Parrocchiale per gli adolescenti e con la presenza del gazebo  in varie manifestazioni e feste del paese. Nel corso dell’assemblea sono stati ricordati i donatori defunti, in particolare il caro Angelo Bonomi, socio fondatore e per anni membro del Consiglio Direttivo. Un ringraziamento speciale è stato rivolto ai Consiglieri dell’associazione, ai Revisori, alla Commissione Verifica-Poteri per i compiti istituzionali e un particolare grazie anche ai volontari che collaborano all’organizzazione  e all’attività associativa. 

A conclusione sono stati premiati gli avisini che hanno raggiunto traguardi ragguardevoli sia per il numero di anni di appartenenza all’Associazione A.V.I.S. sia per il numero di donazioni, di cui 5 il distintivo in rame, 6 d’argento, 13 medaglie argento-dorato, 12 in oro e 2 in oro e smeraldo.

Il gruppo “Ti Ascolto” ringrazia

Sabato 2 febbraio il Gruppo Alpini di Torre Boldone ha effettuato una
raccolta di alimenti e beni di prima necessità presso la Conad di Torre
Boldone. La raccolta è stata destinata al Centro “Ti ascolto” ed è stata molto
fruttuosa. Ringraziamo di cuore il Gruppo Alpini per la sempre grande disponibilità a supportare il nostro gruppo e di conseguenza tante famiglie del nostro paese, che necessitano di aiuto.
Il gruppo “ti ascolto”

La festa di San Biagio

Nella domenica 3 febbraio al termine di ogni celebrazione Eucaristica, i nostri sacerdoti hanno impartito  la tradizionale “imposizione delle candele” alla gola di ogni fedele che si è accostato con devozione ai piedi dell’altare. All’imposizione delle due candele ai lati della gola come a proteggerla dai mali corporali e spirituali hanno formulato questa breve preghiera:

“Il Signore misericordioso, per intercessione di San Biagio, ti conceda la salute del corpo e la consolazione dello spirito. Amen”. Una tradizione molto sentita e ancora tanto partecipata dai nostri parrocchiani, che certamente evidenzia quanta fede e devozione venga riposta in questi antichi riti, che  rivelano attualità e saggia comprensione per le difficoltà del  vivere quotidiano.

PREGHIERA A SAN BIAGIO

O Glorioso San Biagio, che, con una breve preghiera, hai restituito la perfetta sanità ad un bambino che per una spina di pesce attraversata nella gola stava per mandare l’ultimo anelito, ottieni a noi tutti la grazia di sperimentare l’efficacia del tuo patrocinio in tutti i mal di gola, ma più di tutto, di mortificare con la fede pratica dei precetti della Santa Chiesa, questo senso tanto pericoloso, e di impiegare sempre la nostra lingua a difendere le verità della fede tanto combattute e denigrate ai nostri giorni. Amen

LA LEGGENDA DEL PANETTONE

Un’antica leggenda popolare narra che una donna, poco prima di Natale, si recò da un frate di nome Desiderio per fare benedire il panettone che aveva preparato per la sua famiglia. Il frate, avendo poco tempo a disposizione, le chiese di lasciargli il dolce e tornare a prenderlo dopo qualche giorno, così lo avrebbe benedetto appena ne avrebbe potuto. Solo dopo Natale, però, il prelato si accorse di avere ancora suddetto panettone, del quale si era completamente dimenticato.

Così il frate pensò che la donna se ne fosse dimenticata ed iniziò a mangiarlo pian piano, per non buttarlo. Il 3 febbraio la donna però si presentò dal frate per avere indietro il suo panettone benedetto. Frate Desiderio, dispiaciuto per averlo già mangiato, si recò comunque a prendere il recipiente vuoto da restituire alla donna. E qui la sorprendente scoperta: c’era un panettone grande per due volte quello che gli era stato lasciato a Natale. Un miracolo avvenuto proprio nel giorno di San Biagio, protettore della gola. Da allora l’usanza è quella di consumare un panettone, definito appunto di San Biagio, proprio in questo giorno.

La giornata per la vita

La 41° Giornata Nazionale per la Vita anche nella nostra parrocchia è stata celebrata domenica 3 febbraio, con la presenza sul sagrato della chiesa di due bancarelle accudite da tanti volontari che hanno spiegato ai parrocchiani il messaggio dei Vescovi italiani e il significato della giornata per la vita. Promuovere la vita richiede anche di dare un contributo concreto; per questo nel piazzale antistante la nostra chiesa è stata offerta l’opportunità di dolciumi e torte casalinghe,  alla quale  tanti hanno contribuito per la loro  preparazione  e tanti con l’acquisto di quanto offerto, spesso con l’aggiunta di un generoso contributo. Sono stati raccolti € 1.115 (al netto delle spese), che sono stati devoluti in parte al CAV di Alzano, impegnato in prima linea a sostenere la vita nei suoi primi momenti, e in parte per sostenere i costi di ristrutturazione del nostro oratorio, perché siamo convinti che aspetto fondamentale per il sostegno della vita sia una responsabile e sana educazione delle giovani generazioni. La giornata promossa dalla CEI in tutte le Diocesi italiane, quest’anno ha proposto una riflessione dal titolo: “E’ vita, è futuro” Germoglio di speranza per il domani.  La vita e il futuro sono nella famiglia, scrivono i Vescovi, che ricordano come l’esistenza sia “il dono più prezioso fatto all’uomo, attraverso il quale siamo chiamati a partecipare al soffio vitale di Dio nel figlio suo Gesù. Nella famiglia e nella società ruolo prezioso è quello degli anziani che “arricchiscono” il Paese e rappresentano “la memoria del popolo”.  Proprio il loro sguardo “saggio e ricco di esperienza” “consentirà di rialzarsi dai terremoti geologici e dell’anima che il nostro Paese attraversa”.
Il Messaggio, sulla scorta di quanto spesso sollecitato da Papa Francesco, invita a “costruire una solidale alleanza tra le generazioni”, in questo modo “si consolida la certezza per il domani dei nostri figli e si spalanca l’orizzonte del dono di sé, che riempie di senso l’esistenza”. In tale prospettiva “si rende più necessario un patto per la natalità”, che coinvolga tutte le forze culturali e politiche e, oltre ogni sterile contrapposizione, riconosca la famiglia come grembo generativo del nostro Paese”. “La vita fragile si genera in un abbraccio” che chiama “all’accoglienza della vita prima e dopo la nascita”, in ogni condizione e in ogni circostanza in cui essa è debole, minacciata e bisognosa dell’essenziale” e alla “cura di chi soffre per la malattia, per la violenza subita o per l’emarginazione”.

L.T.