La Candelora 2017

Nella nostra parrocchia, giovedì 2 febbraio le celebrazioni eucaristiche sono state precedute da una breve cerimonia nella quale il celebrante ha benedetto e acceso le candele dei fedeli, ricordando così la tradizionale “Festa della Madonna Candelora”, ovvero la ricorrenza che celebra la Presentazione di Gesù al Tempio, quaranta giorni dopo la sua nascita, il Natale del Signore.   Viene così definita, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo “Luce per illuminare le genti”, come il Bambino Gesù viene chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla legge giudaica per i primogeniti maschi. Nella celebrazione eucaristica, seguita alla breve ma molto significativa cerimonia, dal vangelo di Luca capitolo 2,  abbiamo potuto ascoltare nei dettagli come si sono svolti i fatti rivelandoci un’eloquente profezia dentro le parole di Simeone, illuminato dallo Spirito Santo: “I miei occhi hanno visto la tua salvezza” e, rivolgendosi alla Madonna: “Anche a te una spada trafiggerà l’anima”,  prefigurando quanto sarebbe accaduto attraverso il nascituro Bambino Gesù.   Giovanni Paolo II nella “Redemptoris Mater” ci ricorda che “quello di Simeone, appare come un secondo annuncio a Maria, poiché le indica la concreta dimensione storica nella quale il Figlio compirà la sua missione, cioè nell’incomprensione e nel dolore (n.16). Il 2 febbraio è anche una data che nella tradizione popolare abbonda di proverbi che a detta di molti ci permette di ipotizzare come evolverà la seconda parte della stagione fredda. “Madonna Candelora, dall’inverno sémo fòra, ma se piove o tira vento, per quaranta giorni siamo ancora dentro…”. Ma al di là di ogni previsioni del tempo che farà, la festa liturgica della “Candelora” rimane quale invito ad imitare il Cristo Risorto, “Luce nel mondo”, attraverso piccoli gesti capaci di avvolgere la nostra quotidianità di fede viva, speranza forte e umile carità.