Il giorno della memoria

La sera di mercoledì 3 febbraio nella Sala Consigliare del nostro Comune si è celebrata una serata “in memoria” per ricordare particolari episodi di sofferenza e atrocità vissuti nella tragedia ebraica della seconda guerra mondiale, la così definita dagli stessi ebrei: shoah!

Ospiti del Sindaco Sessa e dell’assessore Bonaiti, la serata è stata presentata da Elisabetta Ruffini, direttrice Isrec sottolineando il particolare valore dell’esercizio della memoria, per non dimenticare

errori, sofferenze e soprusi che il vissuto della nostra storia ci ha portato a vivere dentro un periodo oscuro per la nostra civiltà.

Lo storico Silvio Cavati ci ha descritto con particolare intensità, attraverso la corrispondenza ritrovata negli archivi, il vissuto, la sofferenza e la dolorosa fine di tre fratelli, Guido, Mario e Vittorio Nacamulli.

Suor Vania Mapelli del Centro Studi Istituto Palazzolo ci ha proposto, sempre attraverso ricerche e documenti ritrovati nell’Archivio storico delle Poverelle, una corposa testimonianza dei loro Istituti, nello specifico quello di Torre Boldone, circa l’attività svolta nell’ambito degli stessi protesa nel salvare numerosi ebrei, mettendoli al sicuro nei loro Ospedaletti o cercando opportunità per poterli estradare in luoghi sicuri.

Un particolare ricordo per la sua abnegazione è andato al sacerdote Don Tranquillo Dalla Vecchia per la sua instancabile attività tesa a salvare centinaia di ebrei che attraverso il suo aiuto sono potuti espatriare in Svizzera.

Angelo Bendotti, presidente Isrec ha descritto con delicatezza le vicissitudini della famiglia Levi di Ambivere, composta dal dott. Guido Levi, farmacista, la moglie e tre figlie e due sorelle. Dopo la morte prematura di Guido, le sette donne della famiglia vengono prima arrestate e imprigionata nel carcere di S. Agata poi tradotte nei campi di concentramento. Moriranno tutte, tra stenti, sofferenze e violenze, tranne Laura alla quale il Bendotti ha voluto dedicare questo particolare momento “in memoria”.

La serata è stata molto partecipata, seguita da un pubblico numeroso e attento nell’ascoltare testimonianze e vicissitudine di nostri fratelli che hanno dovuto subire sevizie, ingiustizie e soprusi indicibili: “in memoria”  appunto per non dimenticare e per rivolgere ancora pensieri e sentimenti di solidarietà alle vittime della shoah.