I nuovi Chierichetti 2017

Domenica 4 febbraio nella celebrazione liturgica della Santa Messa in parrocchia delle ore 10,00 si è svolta la cerimonia della presentazione dei nuovi chierichetti e la riconferma dei chierichetti che da tempo prestano servizio sull’altare. Dopo la chiamata nominale a seguito nella quale ogni nuovo chierichetto ha risposto con un entusiasmante ”eccomi”, il parroco Mons. Leone ha indossato loro il simbolo che li contraddistingue nel servizio all’altare: una tunica bianca; una breve ma importante preghiera, recitata in comunione attorno alla mensa  ha poi con gioiosa disponibilità,  suggellato l’impegno del servizio. I chierichetti sono una parte eletta di una comunità dentro la quale i ragazzi e le ragazze prescelte servono all’altare durante le celebrazioni liturgiche, svolgendo un servizio alla comunità cristiana, ai sacerdoti, e ai diaconi durante la liturgia.  A seconda delle funzioni svolte, i chierichetti assumono nomi specifici, quali: Turiferario, addetto al turibolo per le incensazioni: Navicelliere: addetto alla navicella; Ceroferario, addetto ai candellieri, che vanno sempre in coppia; Cruciferario, addetto alla croce; Caudatario, addetto a sorreggere la mitra o il pastorale del Vescovo;  Accolito, che si occupa del trasporto delle ampolline; Cerimoniere, che assiste il sacerdote in ogni sua azione. Il vangelo di questa domenica, la Va del tempo ordinario anno A è di Matteo capitolo 5, nel quale emerge un chiaro invito a vivere la nostra fede come valore assoluto, quale è il sale della terra e la luce di lampada. Don Leone cogliendo  la presenza di uno stupendo ritratto all’altare del Sacro Cuore, di San Giovanni Bosco con San Domenico Savio ha allargato la sua meditazione su tre punti qualificanti: come si racconta da un dialogo intercorso tra i due santi, san Domenico essendo stato elogiato come stoffa di qualità, invita San Giovanni Bosco ad esserne il sarto per ritagliarne un abito di eccellenza, così anche la nostra spiritualità sia una stoffa di valore dentro la quale Gesù possa ritagliare veramente le verità del  vangelo. L’invito poi a divenire “il sale della terra” e “la luce nel mondo”,  è di certo eloquente: il sale per donare con gioia il gusto delle cose di Dio, la luce per illuminare il cammino della nostra quotidianità e di quanti ci vivono accanto, nell’Amore di Dio che ci ama immensamente e far comprendere quanto veramente siamo amati da Dio.